Chi sono - Roadbook System: Suite Open Source per Navigazione 4x4

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Chi sono

Il Land Rover dell'autore
Il responsabile di tutto questo 😄
Da dove nasce l’idea
All’inizio non c’era nessun progetto “serio”.
Volevo solo divertirmi con gli amici quando venivano a trovarmi: qualche uscita, un po’ di avventura, e la voglia di fare le cose bene.
Già da tempo preparavo roadbook “a mano” e li stampavo in PDF. Proprio da lì è nata la prima esigenza: un tripmaster essenziale, chiaro e abbastanza preciso da non rovinarti la giornata per colpa di un numero che non torna.
Poi è arrivata la seconda idea: se per creare un roadbook ci mettevo ore, perché non costruire uno strumento che mi aiutasse davvero? Un programma semplice, logico, capace di gestire icone, bivi, tipi di strade… senza complicazioni inutili.
E intanto, in testa, c’era sempre un pensiero “più avanti”: e se un giorno si potesse leggere tutto in digitale, in modo affidabile?
Quella scintilla, in realtà, era accesa da tantissimo tempo. Dal 1978, l’anno della prima Parigi-Dakar, ammiravo il sistema inventato da Thierry Sabine: trasformare indicazioni approssimative in vignette chiare, con piste, incroci, ostacoli, e quel tocco umano dei disegni fatti a mano.
Quando poi ho iniziato a partecipare alla 24 Ore del Frignano, mi sono entusiasmato davvero. Non era più “seguire un capobranco”: con il copilota — protagonista quanto il pilota — dovevi interpretare con precisione le note.
“Dopo 1200 metri a destra, poi altri 600… passato l’albero isolato, a sinistra in discesa.”
E la notte (perché si chiama 24 ore per un motivo…) diventava qualcosa di magico: sentieri raccontati da una vignetta e poche righe. Un mondo nuovo che si apriva.
Perché questi programmi sono gratuiti
Perché sono un appassionato di 4x4 e di avventura.
Mi sarebbe piaciuto trovare qualcosa di simile già pronto — e magari gratuito. Mi sarei risparmiato un anno di lavoro.
Il progetto è nato come qualcosa di personale. Non avevo in mente di distribuirlo. Volevo solo uno strumento che mi aiutasse a creare roadbook in modo più ordinato e coerente.
Quando però ho visto che stava venendo fuori qualcosa di buono — almeno secondo la mia visione — e soprattutto completo, ho pensato che sarebbe stato bello condividerlo.
Se vi piace organizzare eventi (4x4 o moto, anche in bicicletta...) con un roadbook credo sia giusto che tutti dovrebbero avere accesso alla possibilità di farlo con strumenti moderni e non limitati a versioni di prova.

Fin dall’inizio non ho cercato di entrare in competizione con programmi commerciali.
Anzi, ho volutamente imposto alcune limitazioni: per esempio una gestione essenziale dei bivi principali, una linea spezzata al posto di raccordi grafici più complessi e configurabili. Scelte semplici, ma funzionali.
Anche la struttura del roadbook è frutto di questa filosofia:
  • Prima colonna: solo odometri (totale e parziale) e numero della nota.
  • Seconda colonna: la parte centrale, dedicata alle indicazioni grafiche — bivi, direzioni, ostacoli, punti di riferimento.
  • Terza colonna: brevi righe di testo, il CAP (direzione da seguire) e, in piccolo, le coordinate del waypoint.
Ho cercato di mantenere tutto chiaro, leggibile e logico.
Semplice non significa povero: significa concentrarsi su ciò che serve davvero quando sei lì, su una pista, magari di notte.
L’avventura prima del software
Sono un perfezionista.
Quando ho iniziato a viaggiare verso quella che per me era la “terra sognata” — l’Africa — avevo una cosa molto chiara: o imparavo davvero a leggere carte e bussole, oppure sarei dipeso da guide per affrontare le piste transahariane. E non volevo dipendere da altri nelle mie avventure.
Così ho studiato cartografia in modo quasi ossessivo. Fino al punto di riuscire a “vedere” oltre le linee disegnate, a ricostruire mentalmente una forma tridimensionale con un solo sguardo alle isoipse.
Bussola cartografica, bussola di rilevamento, inclinometro (che già usavo nelle uscite di speleologia): strumenti semplici, ma da conoscere a fondo.
Mi sono perso, mi sono ritrovato. Ho corso qualche rischio su piste proibite. Ho avuto problemi meccanici, fortunatamente risolti in autonomia. Tutte esperienze che insegnano più di qualsiasi manuale.
E proprio i manuali, a volte, erano il problema.
Spesso spiegavano concetti dando per scontato un “know-how” che io non avevo ancora. Troppe nozioni che dipendevano da conoscenze precedenti mai realmente spiegate.
Forse è anche per questo che ho progettato i programmi in modo amichevole. Con logica, ordine e semplicità.
Con istruzioni dettagliate, esempi concreti, sezioni come “Tips” pensate per chi parte da zero.
Con il tempo tutto diventa più facile.
Ma quando ho deciso di distribuire questi programmi, ho capito che dovevano essere accessibili a tutti: anche a chi non ha mai fatto nulla di simile e vuole semplicemente provare.
In fondo, la filosofia LSU è questa:
Logica, Semplicità, Utilità
Un invito semplice
Questi programmi nascono dall’esperienza, dallo studio e da molti errori fatti sul campo.
Non sono perfetti, ma sono costruiti con attenzione e con una logica precisa.
Se vuoi provarli, fallo con curiosità e con un minimo di pazienza.
Non sono strumenti “magici”: funzionano bene quando chi li usa vuole davvero capire come funzionano.
Sono sempre disponibile ad aiutare, chiarire dubbi o spiegare dettagli che possono sembrare poco intuitivi — anche nella gestione delle note, che non sempre sono immediate al primo utilizzo.
Credo nella meritocrazia e nell’impegno personale.
Se c’è voglia di comprendere, dall’altra parte c’è sempre disponibilità.
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